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	<title>Paolo Sapio - Artist fashion - photographer Artist fashion photos - fotografo artista moda - artistico fotografie fine art photos</title>
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	<description>fotografo creativo barcelona logrono madrid</description>
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		<title>Screaming&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Sapio]]></category>
		<category><![CDATA[People]]></category>

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		<description><![CDATA[Shouting loudly, breaking the vocal chords, to hear the silent, to the desire to break free, pressure, reaction, let off steam. Open the window and shouts, cries out, make ​​to feel, feeling that you&#8217;re alive, you are master of yourself. Raise your hands to the sky and scream with your [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4927" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://paolosapio.com/fine-art/screaming-urlando-gritando/"><img class="size-medium wp-image-4927 " title="Screaming..." src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/IMG_2505_urlando-200x133.jpg" alt="paolo sapio" width="200" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Screaming...</p></div>
<p>Shouting loudly, breaking the vocal chords, to hear the silent, to the desire to break free, pressure, reaction, let off steam.<br />
Open the window and shouts, cries out, make ​​to feel, feeling that you&#8217;re alive, you are master of yourself.<br />
Raise your hands to the sky and scream with your head high, screaming loud, until the throat hurt.<br />
Kind annoying noise, like a violin string about to break, the vibration of protest, help, liberation, relief.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cries of a mother who gives birth,<a href="http://paolosapio.com/fine-art/screaming-urlando-gritando/"><img class="size-medium wp-image-4922 alignright" title="Urlando..." src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/MG_5977_urlando_-200x299.jpg" alt="Ragazzo gridando a scuarciagola" width="200" height="299" /></a></p>
<p>cries of a worker who is crushed under the wheels,</p>
<p>the shouts of a student who can’t afford the culture anymore,</p>
<p>shouts of a man who loses his love,</p>
<p>the cries of an unemployed slave of the society,</p>
<p>Shouting of a prostitute, a tortured animal cries, shouts of a nature that is fading away.</p>
<p>Cries of freedom&#8230; and then&#8230; THE SILENCE</p>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_4919" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://paolosapio.com/fine-art/screaming-urlando-gritando/"><img class="size-thumbnail wp-image-4919 " title="Gritando..." src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/MG_4281_urlando_-150x150.jpg" alt="mujer gritando" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">mujer gritando en un campo de girasoles</p></div>
</div>
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		<title>Dreaming of Flying</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 09:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Sapio]]></category>
		<category><![CDATA[dreaming]]></category>
		<category><![CDATA[fly]]></category>

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		<description><![CDATA[Dreaming of flying and staying in a locked room &#8230; unable to take off, losing control, closed, a fly and claustrophobic &#8230; dreaming of flying, with the hope of one day going up in the sky &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dreaming of flying and staying in a locked room &#8230; unable to take off, losing control, closed, a fly and claustrophobic &#8230; dreaming of flying, with the hope of one day going up in the sky &#8230;</p>
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		<title>schiavi 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Sapio]]></category>
		<category><![CDATA[People]]></category>

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		<description><![CDATA[Le moderne forme di schiavitù &#160; Cos&#8217;è la schiavitù? Si distingue la schiavitù da altre forme di violazione dei diritti umani per alcune caratteristiche: -costrizione al lavoro mediante minacce e violenze fisiche e psicologiche; -appartenenza ad un &#8216;datore di lavoro&#8217; che ha completo controllo sul lavoro (tipo e durata) dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le moderne forme di schiavitù</p>
<div id="attachment_4776" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/schiavi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4776" title="SCHIAVI 2.0" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/schiavi-150x150.jpg" alt="fotografia creativa" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">schiavismo del 21 secolo</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cos&#8217;è la schiavitù?<br />
Si distingue la schiavitù da altre forme di violazione dei diritti umani per alcune caratteristiche:<br />
-costrizione al lavoro mediante minacce e violenze fisiche e psicologiche;<br />
-appartenenza ad un &#8216;datore di lavoro&#8217; che ha completo controllo sul lavoro (tipo e durata) dello schiavo;<br />
-essere comprati/venduti come &#8216;proprietà&#8217;;<br />
-subire restrizioni fisiche e non avere più libertà di movimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fenomeno</p>
<p>La schiavitù purtroppo non è un ricordo di un barbaro passato, ancor oggi milioni di persone vivono questa in condizione anche se ufficialmente la schiavitù è condannata e vietata da tutti gli Stati.</p>
<p>Non si conosce il loro numero esatto di questi moderni schiavi, alcuni parlano qualche decina di milioni altri di centinaia e molti sono bambini. Questo perché la schiavitù è un fenomeno sommerso, vietato e ciò non di meno possibile proprio grazie alla connivenza di quelle autorità che dovrebbero combatterlo.</p>
<p>Le moderne forme di schiavitù prendono nomi diversi, schiavitù per debiti, servitù della gleba, lavoro coatto, sfruttamento sessuale, matrimonio forzato precoce, schiavitù per motivi rituali o religiosi, ma hanno tutte un comune denominatore: si tratta di costrizione al lavoro di esseri umani che sono diventati in qualche modo &#8220;proprietà&#8221; di un’altra persona.</p>
<p>Gli schiavi fanno sempre parte dei settori più poveri e vulnerabili della società. Si tratta in genere di appartenenti a gruppi con uno status sociale inferiore, a minoranze etniche o religiose, a opolazioni indigene o a gruppi nomadi, molto spesso donne e bambini. Essi però non diventano schiavi a causa della loro appartenenza, ma è questa che li predispone alla povertà e allo sfruttamento e quindi alla schiavitù.</p>
<p>Vecchia e nuova schiavitù<br />
In passato il proprietario possedeva ‘legalmente’ gli schiavi che aveva spesso comprato ad un alto costo d’acquisto. Era quindi nel suointeresse ‘conservarlo’ nel miglior stato possibile, in modo da poter rifarsi del suo investimento. Ora gli schiavi, anche se sono resi e mantenuti tali sotto la minaccia costante della violenza, e spesso fisicamente imprigionati, non sono ‘proprietà legale’ di nessuno, ma sono costretti a lavorare senza per qualcuno compenso fino allo sfinimento. Sono schiavi ‘usa e getta’: costano poco, c’è ne sono in abbondanza, e quando non ‘funzionano’ più si abbandonano a se stessi. Altri li sostituiranno.</p>
<p><a href="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/privazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4780" title="privazione" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/02/privazione-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Le forme più comuni di schiavitù:<br />
Schiavitù per debiti &#8211; E’ forse la forma di schiavitù più diffusa. Essa è legata ad un modello di prestito ad usura, sviluppato soprattutto in ambito rurale, secondo il quale quando le famiglie più povere ricevono prestiti da un proprietario terriero devono dare in cambio il lavoro gratuito di uno o<br />
due dei suoi membri. Poiché in genere gli interessi applicati sono molto alti, le persone coinvolte sono costretti a lavorare a vita per il proprietario terriero. Esse sono tenute sotto sorveglianza, anche armata, e possono subire violenze fisiche e sessuali. A volte la famiglia non riesce a pagare il debito e la condizione di schiavitù si tramanda di padre in figlio. Oggi sono 20 milioni in tutto il mondo le persone schiave per debiti, distribuite tra le piantagioni in Africa, nei Caraibi e nel sud-est asiatico.<br />
Anche se questa forma di schiavitù è vietata per legge, essa è difficile da sconfiggere perché radicata nella povertà e nelle tradizioni locali.</p>
<p>Servitù della gleba &#8211; Esistono ancor oggi delle forme di schiavitù che legano i braccianti ai loro proprietari terrieri. In questo caso non si tratta di debiti, ma di consuetudini radicate nelle tradizioni locali per cui individui, famiglie o interi gruppi sociali sono costretti a lavorare senza salario. I braccianti, infatti, non hanno l’effettiva proprietà della terra e possono coltivarla, solo se accettano di lavorare, su base permanente, per i proprietari terrieri. Nelle tenute più grandi vi possono essere<br />
anche 100-200 lavoranti agricoli. Il compenso per il lavoro svolto non è in denaro, ma in buoni acquisto, che possono essere spesi solo in spacci che appartengono agli stessi proprietari.</p>
<p>Lavoro coatto &#8211; Secondo questa pratica persone sono reclutate illegalmente da governi, movimenti politici o privati e costrette a lavorare sotto la minaccia di violenze o altre punizioni. Anche questa forma di schiavitù colpisce soprattutto gli individui più deboli o svantaggiati &#8211; rifugiati, appartenenti a minoranze etniche, donne e bambini. In Myanmar, ad esempio, è pratica frequente che nelle regioni militarizzate che sono state teatro di combattimento con i gruppi di opposizione, l’esercito costringa gli appartenenti a minoranze etniche a lavorare gratuitamente per &#8220;progetti di sviluppo&#8221; quali la ricostruzione di strade, la costruzione o riparazione di accampamenti oppure in lavori agricoli per i militari. I capi villaggio sono tenuti a fornire settimanalmente all’esercito un certo numero di lavoratori e ne viene escluso solamente chi è in grado di pagare la propria esenzione. Il periodo lavorativo può andare da pochi giorni alla settimana ad una quindicina di giorni al mese, rendendo così impossibile ai lavoratori di guadagnarsi il sostentamento. Trasportare forniture militari è un altro tipo di lavoro coatto nei paesi colpiti da conflitti interni. I portatori sono spesso oggetto di maltrattamenti e crudeltà. La gravosità dei carichi da trasportare e l’alimentazione insufficiente, li possono sfinire a morte, specie se ragazzi. Si sono verificati casi in cui le persone forzate a lavorare per l’esercito sono state costretti ad entrare nei campi minati, usati come &#8220;detector umani di mine&#8221;, o siano state uccise, terminato l’incarico.</p>
<p style="text-align: left;">Traffico di schiavi<br />
Le Nazioni Unite stimano che ogni anno circa 4 milioni di individui siano trasportati e venduti, con la forza o con l’inganno, per essere impiegati come schiavi in diverse forme di lavoro forzato, nel lavoro domestico, nell’accattonaggio o nella prostituzione. La maggior parte di loro sono donne e bambini. Nell’Africa Occidentale vi è di un’alta domanda di bambini, soprattutto ragazze, che dal Togo, il Benin e il Camerun, vengono instradati in Gabon o in Nigeria per lavorare nei mercati o per lavori domestici in aree benestanti intorno a Lagos (Nigeria) e a Libreville (Gabon). Bambini sottoposti alla brutalità della schiavitù domestica si ritrovano anche nei paesi industrializzati:<br />
Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, ecc. Dal Sud Asia al Golfo Persico la tratta serve a fornire bambini per le corse di cammelli. Nel sud est asiatico, le ragazze vengono vendute e comprate per la prostituzione.<br />
Le vie del traffico passano attraverso percorsi disagevoli e pericolosi. Non di rado i bambini possono morire durante il viaggio (vedi a fianco).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/confini-invisibili-paolo-sapio-creative-fotographer.jpg"><img class="aligncenter" title="confini-invisibili paolo sapio creative fotographer" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/confini-invisibili-paolo-sapio-creative-fotographer-200x150.jpg" alt="" width="215" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Commercio sessuale di minori<br />
La componente più importante del traffico di esseri umani è quella legata alla prostituzione e alla pornografia. Il commercio sessuale di minori è sempre esistito, anche se in radi diversi in quasi tutte le società, tuttavia negli ultimi decenni si è assistito al nascere e al consolidarsi di una fiorente industria del sesso in alcuni paesi di Asia, Africa e America Latina. Le cifre dell’Unicef parlano di almeno un milione tra bambine e ragazze nella sola Asia. L’età delle vittime del traffico tende sempre di più ad abbassarsi nell’errata convinzione che i bambini trasmettano meno facilmente malattie sessuali, quali HIV/AIDS. Eppure sono proprio le ragazze più giovani ad essere più a<br />
rischio di contagio. Una volta ammalate esse vengono abbandonate a se stesse. Trattate come appestate molto difficilmente verranno accolte nei loro villaggi di origine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La legislazione internazionale<br />
&#8221; Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno<br />
proibite sotto qualsiasi forma&#8221; (art. 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)<br />
La schiavitù è proibita dalla legislazione internazionale. Esistono due Convenzioni contro la schiavitù, la prima del<br />
1926 e la seconda del 1956. La prima Convenzione, adottata dalla Società delle Nazioni, venne successivamente fatta<br />
propria dall’Organizzazione delle Nazioni Unite ed emendata con un protocollo nel 1953. Altri trattati internazionali<br />
specifici sono: la Convenzione sul lavoro forzato, del 1932, la Convenzione per l’abolizione del lavoro forzato, del<br />
1957, la Convenzione per la soppressione del traffico di persone e il commercio della prostituzione, del 1949 ed<br />
infine la Dichiarazione di Stoccolma del 1996, adottata durante il primo Congresso Mondiale contro il commercio<br />
sessuale e lo sfruttamento dei minori.</p>
<p>Testo: © Amnesty International &#8211; Sezione Italiana &#8211; <a href="http://www.amnesty.it" target="_blank">http://www.amnesty.it</a><br />
Foto: © Paolo Sapio</p>
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		<title>Reportage 19J de Barcelona</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Publicato todo el reportaje de Barcelona durante la mega protesta del 19J LINK]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Publicato todo el reportaje de Barcelona durante la mega protesta del 19J<br />
<a href="http://paolosapio.com/19j-barcelona-2011/" title="reportaje barcelona 19j">LINK</a></p>
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		<title>Melina in BCN &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 01:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[la maravillosa bailarina Argentina de Buenos Aires, aprovechó su visita de trabajo en Barcelona para algunas de mis fotos&#8230; esta son algunas! UN BESO MELINA, HASTA LA PROXIMA!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la maravillosa bailarina Argentina de Buenos Aires, aprovechó su visita de trabajo en Barcelona para algunas de mis fotos&#8230; esta son algunas! UN BESO MELINA, HASTA LA PROXIMA!
<a href='http://paolosapio.com/2012/01/30/melina-in-bcn/mel02/' title='mel02'><img width="150" height="150" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/mel02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mel02" title="mel02" /></a>
<a href='http://paolosapio.com/2012/01/30/melina-in-bcn/timthumb-10/' title='timthumb'><img width="150" height="150" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/timthumb6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="timthumb" title="timthumb" /></a>
<a href='http://paolosapio.com/2012/01/30/melina-in-bcn/mel01/' title='melina ballerian en barcelona'><img width="150" height="150" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/mel01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="melina ballerian en barcelona" title="melina ballerian en barcelona" /></a>
<a href='http://paolosapio.com/2012/01/30/melina-in-bcn/mel03/' title='mel03'><img width="150" height="150" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/mel03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mel03" title="mel03" /></a>
</p>
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		<title>Super Future portrait</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[People]]></category>
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		<description><![CDATA[yeaaaaaa&#8230; finalmente i primi super ritratti provenienti dal futuro&#8230; CLICCA QUA PER LA GALLERIA spero vi piacciano! CIAOOOO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>yeaaaaaa&#8230; finalmente i primi super ritratti provenienti dal futuro&#8230;</p>
<p><a href="http://paolosapio.com/illustration/super-circus-portrait/">CLICCA QUA PER LA GALLERIA</a></p>
<p>spero vi piacciano! CIAOOOO</p>
<p><a title="Super Future portrait" href="http://paolosapio.com/illustration/super-circus-portrait/"><img class="wp-image-3863 alignleft" title="SUPER PORTRAIT - PAOLO SAPIO FOTOGRAFO CREATIVO" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/timthumb4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>MP Fashion designer modellista Stefano Mastropaolo foto di Paolo Sapio</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 18:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente uno dei primi lavori che feci per il genere che preferisco&#8230; risale al 2007 spero vi piaccia: SEE THE GALLERY Ciaooooooo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente uno dei primi lavori che feci per il genere che preferisco&#8230; risale al 2007 spero vi piaccia:</p>
<p><a title="Fashion" href="http://paolosapio.com/mp-fashion-designer-modellista-cd-stefano-mastropaolo-foto-di-paolo-sapio/">SEE THE GALLERY</a><br />
Ciaooooooo</p>
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		<title>Catalogo: Rev jeans. Fotografo: Paolo Sapio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 01:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fashoin]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>

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		<description><![CDATA[finalmente on line il bellissimo prtfolio dei bellissimi jeans della Rev.. quanto lavoro e quanti bei ricordi durante la realizzazione. SEE THE PORTFOLIO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 576px"><a href="http://paolosapio.com/rev-jeans-fast-delivery-2008/#!prettyPhoto"><img title="luisa rev" src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/SCHEMA8.jpg" alt="rev skin" width="566" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">foto di paolo sapio</p></div>
<p>finalmente on line il bellissimo prtfolio dei bellissimi jeans della Rev.. quanto lavoro e quanti bei ricordi durante la realizzazione.</p>
<p><a href="http://paolosapio.com/rev-jeans-fast-delivery-2008/#!prettyPhoto">SEE THE PORTFOLIO </a></p>
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		<title>SEGUIMI IN FACEBOOK!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 01:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
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		<title>IL MIO VECCHIO LABORATORIO STUDIO IN ITALIA! QUANTI RICORDI&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 03:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sapio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paolo Sapio]]></category>
		<category><![CDATA[campobasso fotografo paolo sapio]]></category>

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		<description><![CDATA[Adoravo stare tutto il giorno immerso tra le mie foto&#8230; passavo come ora, ore interminabili davanti a quel monitor, quel ronzante pc&#8230; ero talmente preso che il fastidiosissimo rumore della ventola del computer svaniva, computer che giaceva al suolo rigorosamente smontato, tra i miei piedi, per raffreddasi meglio. Li sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adoravo stare tutto il giorno immerso tra le mie foto&#8230; passavo come ora, ore interminabili davanti a quel monitor, quel ronzante pc&#8230; ero talmente preso che il fastidiosissimo rumore della ventola del computer svaniva, computer che giaceva al suolo rigorosamente smontato, tra i miei piedi, per raffreddasi meglio.<br />
Li sulla destra, sotto le interminabili fotografie che tapezzano la parete, cera quella vecchia e comodissima poltrona degli anni &#8217;70, fantastica, mi manca, e sopra di lei, buttata, la vecchia chitarrona classica, modificata con corde di una chitarra acustica&#8230;chitarra che mi rilassava molto strimmpellare quando il cervello si impallava troppo tempo davanti il pc!</p>
<p>In fondo sullo scaffale, tra i premi di fotografia si scorge un bicchierone termos della cocacola, bibita che mi teneva sveglio tutta la notte per lavorare, e il fantastico casco originale di Darth Vader, sotto ben illuminata, la mia collezione di libri sulla fotografia, e ancora più in basso delle scarpe che mi piacevano troppo, le nike AIR jordan, che comprai su ebay da un cinese e chemi durarono poco più di 2 mesi.</p>
<p>Sulla sinistra, davanti il pc acceso, ci sono varie locandine di diverse esposizioni che feci, e ben visibile il primo lavoro che feci con il gruppo musicale KETONICHE! FANTASTICO, quanti ricordi in questa foto&#8230;</p>
<p>Da non dimenticare la tenda cheseparava la mia stanza dal mondo esterno, non era altro che un lenziolo vecchio rotto&#8230; che in teoria bianco&#8230;lo trasformai in un inguacchio di colori&#8230; la mattina quando ci andava il sole quelle macchie osservandole prendevano tantissime forme diverse&#8230;era un ottimo gioco per la mia fantasia quando mi svegliavo.</p>
<p>Appesa sul mobile, una cravatta con omer simpson che corre nudo , me la misi al matrimonio di uno zio, regalatami se non ricordo male da un&#8217;altro mio sio Giangiacomo che saluto&#8230;</p>
<p>E saluto tutti voi per aver letto un po del mio passato!<br />
Un abbraccio <div id="attachment_3496" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1034px"><a href="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/Panoramica_senza-titolo1.jpg"><img src="http://paolosapio.com/wp-content/uploads/2012/01/Panoramica_senza-titolo1.jpg" alt="paolo sapio" title="Panoramica studio fotografico campobasso" width="1024" height="318" class="size-full wp-image-3496" /></a><p class="wp-caption-text">vecchi ricordi</p></div></p>
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