Pittura: tecnica o passione? La pittura e la fotografia. Una storia di arte.

Stanotte (dico stanotte perché so che quando avrò finito di editare quest’articolo sarà ormai notte fonda) voglio parlare di un argomento che probabilmente è all’ordine del giorno con i tempi che corrono o, probabilmente, è sempre esistito, almeno da quando è entrata nel mondo dell’arte la fotografia, che ha scombussolato non poco le regole del gioco;
ma andiamo per ordine che voglio provare ad essere il più chiaro possibile.

Studiando storia dell’arte, è facile rendersi conto che l’uomo ha perfezionato le tecniche pittoriche per poter raffigurare il più fedelmente possibile la realtà, o comunque raffigurare in modo più reale possibile quello che si voleva (o doveva) far ricordare e trasmettere alle altre persone attraverso la pittura, in un mondo privo di tecnologia.

Per secoli gli artisti hanno investigato plurime tecniche pittoriche, facendo la gara a chi fosse più preciso e matematico, seguendo degli schemi simili a quelli che si adoperano in matematica, o quegli schemi che la stessa madre natura utilizza.

Stanotte (dico stanotte perché so che quando avrò finito di editare quest’articolo sarà ormai notte fonda) voglio parlare di un argomento che probabilmente è all’ordine del giorno con i tempi che corrono o, probabilmente, è sempre esistito, almeno da quando è entrata nel mondo dell’arte la fotografia, che ha scombussolato non poco le regole del gioco;
ma andiamo per ordine che voglio provare ad essere il più chiaro possibile.

 

Studiando storia dell’arte, è facile rendersi conto che l’uomo ha perfezionato le tecniche pittoriche per poter raffigurare il più fedelmente possibile la realtà, o comunque raffigurare in modo più reale possibile quello che si voleva (o doveva) far ricordare e trasmettere alle altre persone attraverso la pittura, in un mondo privo di tecnologia.

 

Per secoli gli artisti hanno investigato plurime tecniche pittoriche, facendo la gara a chi fosse più preciso e matematico, seguendo degli schemi simili a quelli che si adoperano in matematica, o quegli schemi che la stessa madre natura utilizza.

 

La pittura a questo punto cambia e in parallelo al realismo nasce una delle mie correnti preferite, l’impressionismo: si dipinge d’impulso, rapidamente, spesso con spatole o spennellate veloci, esistono finalmente i tubetti di colore già pronti e facili da trasportare, le tele sono più piccole e si dipinge fuori dallo studio, insomma si deve captare una impressione, rapidamente, non si è più alla ricerca sfegatata della realtà, si cerca il momento, si iniziano a rappresentare sopratutto emozioni.

Questa corrente apre le porte a tutto quello che viene dopo nel 1900 ad oggi, cassando tutto quelle regole classiche che mantenevano la pittura stabile come mezzo di rappresentazione della realtà.

 

Guarda caso, queste correnti artistiche pittoriche coincidono perfettamente con la scoperta della (finalmente tanto attesa) FOTOGRAFIA, grazie alle ricerche di Joseph Niépce, che riuscì a stupire il mondo con la sua prima immagine fatta senza pennelli!

La fotografia ha completamente stravolto il mondo dell’arte, costringendo a molti pittori di passare ad essere fotografi per poter riuscire a vivere, visto che chi voleva un ritratto ormai sempre più cercava la perfezione e la tecnologia della fotografia.

Dopo tante polemiche se la fotografia dovesse essere considerata un arte o meno, (addirittura la religione la considerava una invenzione diabolica: “Voler fissare visioni fuggitive… confina con il sacrilegio“), si giunse alla conclusione che la fotografia fosse anch’essa una forma di espressare un messaggio trasmesso dall’artista dunque venne finalmente considerata una forma di fare arte.

I fotografi divennero veri e propri artisti, le fotografie iniziavano a registrare la realtà in ogni parte del mondo, in ogni ricorrenza, in ogni idea.

Nel mondo della pittura si ebbe un forte cambiamento, si cercava ora qualcosa che la foto non poteva dare facilmente, ovvero plasmare concetti, riprodurre unicamente sensazioni poter trasmettere stati d’animo e sentimenti al lettore era diventato l’obiettivo fondamentale nella pittura visto che ormai per raccontare la realtà era diventato cosa semplice affidato alla tecnologia.

Ed è cosi che giunse il momento dell’arte moderna e l’arte contemporanea (e finalmente possiamo posizionare le mie opere!!!). Si alternano, e avvolte mischiano, periodi più realisti con periodi più simbolisti, cubismo, surrealismo, dadaismo, popart, astratto, minimalismo e tantissime altre correnti si formano continuamente spesso mischiandosi tra di loro: l’arte smette di essere oggettiva e diventa soggettiva, un caos che non segue più gli schemi della matematica, ma che si avvicina sempre di più alla struttura dell’universo siderale.

Il surrealismo, una delle correnti artistiche che più mi appassiona, (e non posso non citare uno dei miei artisti/maestri preferiti Salvador Dalì) rappresenta “la pazzia” della mente umana, “il caos” dell’universo, e “l’onirico” mondo dei sogni ed incubi prendendo vita nelle opere di molti artisti, tra i miei preferiti senza alcun dubbio Dalì e Frida.

Dalla pittura ormai non solo si vede la tecnica dell’artista, ma spesso (e forse soprattutto), si ci può fare una vera e propria psicoanalisi, interpretando il suo stato d’animo e il suo carattere più profondo grazie alla forte passione e sentimento che l’artista stesso plasma nella sua opera.

 

Il minimalismo mi trasmette solitudine, Lucio Fontana taglia la tela e la rende di inestimabile valore,

l’astrattismo mi trasmette caos e disordine attraverso forme, linee e colori per rappresentare la realtà,

la “famosa ed educatatecnica che tanto ci piaceva, se ne va letteralmente “a”…

E d è qua che Picasso crea arte con una tecnica impressionante – (mente infantile) qualcosa di inestimabile valore che rimarrà per sempre nella storia dell’umanità.

 

 

Mentre grazie alla pop art si porta l’arte in serie, usata soprattutto per criticare un mondo consumista degli anni ’60 americani, ma che a mio avviso, viene fatta vittima del consumismo stesso perché e servita soprattutto a sviluppare il mondo della pubblicità commerciale, riviste, fumetti, etichette di prodotti, etc.

Arte contemporaneo è l’iperrealismo interessante per la esasperazione della realtà  maniacale come nelle geniali sculture iperrealiste di Mueck, ma che non mi entusiasma nella pittura visto che lascio

alle stampanti moderne fare il loro lavoro.

 

In conclusione, le mie opere sono cupe? sono oscure? Oh beh, mi incazzo se mi critichi per questo? mi dici che devo migliorare le linee, le curve, i colori non sono nitidi? Ma chi diavolo sei per criticare una opera d’arte? Tu che non sai neanche che faccia ha Picasso? Come si fa a dare consigli a chi disegna per sfogare i propri sentimenti?

Alcuni credono che l’arte sia un business! Beh cazzo, voglio morire senza una fottuta lira in tasca!

E pure mi hanno detto: <<per diventare bravo devi disegnarne di quadri!>>;

e vuoi che non mi incazzo con una frase del genere?

Io non voglio diventare “BRAVO”, IO VOGLIO STARE MEGLIO, e disegnare mi fa stare meglio. CAZZO!

Volete forse che vi faccio i fiorellini e le farfalline? Qualche quadrato colorato per il vostro salone? Un tocco di colore? Beh se è questo quello che volete da me sapete che vi dico?

:<< ma… e scusate se me ne scappa un altro !>>, probabilmente se facessi questo sarei con il portafogli più pieno, ma non mi interessa, il mio obiettivo non è spaventare o vendere, solo voglio provare piacere quando sto dipingendo al vedere formarsi dal nulla una figura che viene dalle mie viscere!

HO TUTTO IL DIRITTO DI DIRE CHE CHI NON CAPISCE LE MIE OPERE, NON MI CAPISCE!

Non voglio gente che non mi capisca tra i piedi! Fuori, via! Siete liberi di chiudere questo sito e di smettere di seguirmi nei maledetti social networks.

Neanche i miei genitori mi potevano dire cosa fosse giusto o sbagliato della mia vita, figuriamoci qualcun altro!

Spesso non so neanche cosa voglio disegnare, e il mio inconscio che si proietta nella tela, i miei quadri possono essere cari, per molti di voi!

(e pure c’è stato il frustrato di turno che fa la battutina: <<Beh 6000€ ne prendo due!>>).

Ma certo che te li do due… non ti dico cosa, che già sono stato troppo volgare.

Un consiglio che do a tutti i giovani artisti che per sbaglio sono capitati su questa pagina, mettete un prezzo al vostro lavoro, valutate quanto di voi ce dentro ogni opera, non lo vendete per quattro spiccioli, vendete sempre il vostro lavoro considerandolo come parte di voi, parte della vostra mente.

Se non è parte vostra non lo firmate!

Beh e ovvio che non li voglio vendere… “facilmente”. Sono parte di me, sono parte delle mie paure, delle mie sensazioni, di un mondo che ogni giorno va sempre più a rotoli, di una umanità che mi fa sempre più vergognare di essere uomo (magari fossi un cane).

In ogni caso sapere che qualcuno si spaventa non fa altro che riempirmi di gioia, il messaggio sta passando!

Sono le 4:40 di notte, a Barcellona fa freddo stanotte. Provo a dormire.

 

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